Torino è sempre in movimento (era un vecchio slogan per i cantieri pubblici della nostra città, mutuato da un claim della Robe di Kappa).
La notizia principale è la cessione de “La Stampa” al gruppo SAE (Sapere Aude Editori,il motto è latino e vuol dire “osa sapere”, è anche quello dell’illuminismo), che già negli scorsi anni ha comprato diversi quotidiani (locali) dal gruppo GEDI. Un passaggio epocale che approfondiremo in uno speciale.
Espansione Environment park: si torna a parlare del “miglio dell’innovazione”, che porta idealmente a collegare quest’ente agli altri posti sull’ex passante: Politecnico, OGR e grattacielo Intesa San Paolo. Problema: le Ferrovie chiedono 60 milioni per un’area in questa zona. Riteniamo, da sempre, che sia necessario che questa definizione sia comunicata a tutti livelli, per dare identità alle nuove vocazioni industriali di Torino.
Cittadella dello Spazio: work in progress, qualcosa sempre sbloccarsi (appronfondiremo).
Nasce un nuovo consorzio promosso Federalberghi, che si chiama “destination Torino”: punta a mettere intorno a un tavolo tutti gli attori principali (alberghi, Musei, spazi per congressi) in modo da calibrare meglio l’offerta turistica/congressuale torinese e offrire spunti e per rinforzare la sua vocazione turistica. Approfondiremo questo tema in una articolo tipo “edizione straordinaria”. Tutto questo ha a che fare anche con la questione di Lingotto Fiere, che dev’essere assolutamente risolta: non si tratta di rimodernarlo ma anche di integrarlo con un’offerta riguarda i congressi che per ora a Torino si deve accontentare di strutture inadeguate: la questione dell’area ex Westinghouse di via Borsellino (a due passi dal tribunale) è ancora bloccata. Torino senza una struttura adeguata è esclusa dal giro dei grandi congressi, così come per le fiere: le altre grandi strutture del Nord Italia sono piene e quindi ci sarebbe spazio e opportunità.