Overtourism a Torino? WTF?

28 Luglio 2024
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II dato di 4014 annunci su airbnb vs 2937 in vendita o affitto

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo fatidico momento. Oggi, per la prima volta leggo sulle cronache cittadine di uno dei principali quotidiani, la parola “Overtourism”. Il principale indiziato, manco a dirlo, è Airnb, famigerata piattaforma dove privati cittadini (ma non solo) possono locare in affitti brevi i propri alloggi. Logicamente, le zone più richiesta dai turisti non sono Barriera di Milano o Mirafiori Sud, ma bensì il centro città, dove si concentrano il 70% degli annunci.

Chi, in questi caldi weekend di fine luglio, gira per le desolate vie dello stupendo centro cittadino, sa benissimo che “overtourism” è un appellativo decisamente fuorviante e fuori luogo. Torino, per quanto in crescita, non può minimamente paragonare la propria attrattività turistica a Venezia, Firenze, Roma e (perfino) Milano.

E allora, da dove vengono tutte queste paure contro la piattaforma che conquista il cuore dei turisti, ma ben poco dei locali?

Il problema non sembra derivare dal sistema degli albergatori, che sono ben consci di offrire un servizio superiore e non paragonabile a quello di Airbnb. (qui mi sento di comunque spezzare una lancia a favore di Federalberghi, che, giustamente, chiede una maggior regolamentazione del servizio di B&B). I veri svantaggiate (pare) siano coloro che cercano un alloggio a lungo termine (i classici contratti 4+4). Da uno studio, infatti, risulta che ad oggi (21 Luglio) sia più facile trovare un alloggio affittato sulle piattaforme digitali per gli affitti brevi (4014 annunci), piuttosto che un alloggio in affitto/vendita (2937 annunci).

Il sindaco di Milano (città con ben altre numeriche), Giuseppe Sala, pensa di aver trovato la soluzione a tutti i mali: bandire Airbnb! Il Primo Cittadini meneghino infatti, sostiene che il caro-affitti della città da lui amministrata, siano gli alloggi allocati ad affitto breve. Peccato che la realtà tenga a sbugiardare questa sua facile analisi. A Milano solo lo 0,5% degli alloggi è affittato sulla piattaforma di Airbnb. Una percentuale decisamente irrisoria se paragonata a quella degli alloggi vuoti. Questi ultimi, probabilmente, sono il vero problema. Per quanto gli stessi alloggi ci fossero prima del boom dei prezzi degli affitti, se ora fossero rimessi in commercio, aiuterebbero a calmierare (naturalmente) i prezzi e darebbero tempo all’amministrazione di trovare delle soluzioni concrete e meno populiste al problema del caro affitti.

Tornando a Torino, prima di gridare “al lupo” e tendere il dito contro i “cattivoni che affittano ai turisti per un Weekend”, bisognerebbe comprendere quali sono i motivi per il quale la gente preferisce non mettersi in casa delle persone con contratti 4+4 che favoriscono in maniera sproporzionata gli inquilini (anche qualora diventassero morosi). Non è forse il momento che il governo prenda in mano la situazione e riveda la normativa sugli affitti, al posto di lasciare le amministrazioni comunali in balia del vento (e della costante campagna elettorale)?

A voi l’ardua sentenza, nel frattempo godiamoci i tanti turisti che, tolto i caldi weekend estivi, affollano e apprezzano sempre più la nostra Città

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