Sarà la volta buona?
C’è l’accordo preliminare tra il fondo britannico Icon e la Colomion Spa, la società dello sci bardonecchiese, per la cessione degli impianti di Bardonecchia.
La società ha fatto sapere infatti che la sua controllata Motta Holding ha raggiunto un accordo in attesa di definire le ultime condizioni per il closing dell’operazione.
Sono coinvolti circa una ventina di impianti, per cento chilometri di piste, dalla cittadina all’ingresso del Frejus, da Campo Smith alla Via Lattea, scenario di gare nelle Olimpiadi del 2006.
Da anni gli impianti, ma la stessa città, soffrivano di una vistosa ‘depressione’, con negozi e presenze decisamente sottotono rispetto alle altre località montane del circondario.
L’investimento si aggiunge a quello fatto a Sestriere effettuato dalla medesima società già nel 2022 per una cifra di 90 milioni di euro.
Sarà l’occasione buona per poter pianificare un rilancio sostenibile e duraturo del comparto montano, oltre le logiche della stagionalità, ormai messa a dura prova dal cambiamento delle stagioni, ammesso che esistano ancora?
Sarà giunto forse il momento di pensare ad una nuova idea di montagna, prendendo a modello, quello più iconico e riuscito d’Italia, il Trentino Alto Adige, dove il turismo montano no è solo relegato ad una dimensione mordi e fuggi delle settimane bianche, ma ospita, coccola e intrattiene il turista durante tutto l’arco dell’anno essendo in grado di diversificare e trasformare la tipologia di servizi senza rinunciare alla qualità?
Non possiamo che augurarcelo vivamente, quando ancora dalle nostre parti la stagione estiva è preda di gestioni volontarie dei rifugi, che per quanto impegnative e faticose, non possono minimamente pensare di reggere la concorrenza e l’incremento ricettivo che speriamo si possano generare.
O forse più semplicemente non lo vogliono?
Allora cosa vogliamo farne davvero dell’asset più importante della nostra regione?
Io sogno ancora una Langa in alta quota!