WHAT’S UP TURIN

19 Dicembre 2025
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Settimana intensa a Torino, con in evidenza la genesi del nuovo Piano Regolatore. E’ il risultato del lavoro di tanti mesi di una squadra di circa 70 persone aventi l’età media di 37 anni. Ricordiamo che il precedente PRG fu adottato nel 1991 e approvato nel 1995. Gli architetti Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti ragionarono sulla riqualificazione di diverse aree della città: l’opera più evidente fu la copertura del passante ferroviario, con la creazione di una nuova direttrice urbana come corso Castelfidardo e la realizzazione della stazione interrata di Porta Susa.
Ora l’iter prevede di approvare la prima parte entro la fine del 2025. Rispetto a quello di 3 decenni fa il nuovo PRG punta tutto sulle 7 “FRU” – Figura di ricomposizione urbana – che, spiegate terra terra, non sono altro che aree alle quali viene data una determinata missione. Quella più forte è sicuramente quella che si sviluppa sull’asse della futura metro 2, zona ribattezza “Porta Nord”. Questa verte anche sulla Dora. Oltre a questa vi è l’area dell’innovazione, che comprende Politecnico e OGR. Ottima la divisione in zone, ma occorrerà comunicarle bene.

Proseguendo nella trasformazione urbane è da segnalare il futuro dell’area ex Gondrand in via Cigna, che aiuterà una zona di barriera di Milano a completare la sua trasformazione. Tra l’altro quell’area è “terreno di gioco” del bel progetto Barriera Design District, che punta a mettere in rilievo le peculiarità produttive e artistiche di quella zona.

Altra notizia positiva è il ritorno della Collezione Bertone a Torino. Acquisita nel 2015 dall’Automoclub Storico Italiano, questa raccolta di prototipi e vetture sarà ospitata all’interno dell’Heritage Hub di Stellantis in via Plava 80. Precedentemente ospitata nel Museo Volandia in Lombardia, questa collezione era stata ideata da Bertone per raccontare la sua storia stilistica al centro stile di Caprie, in bassa Val Susa.

Prosegue lo psicodramma torinese dell’addio di John Elkann a Torino: l’ultima scena riguarda l’offerta di Tether (socio di minoranza della società bianconera) per acquisire la maggioranza. John Elkann ha risposto con un video un po’ impostato, dove spiega che la società bianconera non è in vendita. Nel frattempo i giornalisti de “La Stampa” hanno mosse le leve della politica per cercare di suscitare più interesse sulle sorti dello storico giornale torinese, abbandonato dal finanziere erede degli Agnelli con modi bruschi e privi di qualsiasi forma di empatia.

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