Novità a Torino nel campo economico? Tema dominante della settimana è di sicuro la futura cessione del gruppo GEDI da parte di John Elkann. Cosa che determinerà la vendita delle testate La Stampa e Repubblica, con la prima però in una posizione veramente critica visto il suo decrescente peso nel panorama dell’informazione italiana.
Ad ingolosire i probabili acquirenti non sono però i giornali (la famiglia greca Kyriakou,con un passato da armatori ma oggi molto impegnati nell’editoria multimediale con il gruppo Antenna1 (specializzato in tv e radio in Grecia, Serbia, Cipro e Turchia). L’obiettivo principale degli imprenditori ellenici sono le radio (Radio Capital, Deejay e M2o) che hanno generato 60 milioni di euro di ricavi e 10 di utili.
La Repubblica quindi costituirebbe un “di cui” (e ancora di più La Stampa), visto che entrambe hanno determinato ricavi per 223 milioni e perdite per 15. Tanto per dare un’idea: Elkann spese nel 2020 ben 220 milioni di euro per comprare Gedi dal gruppo De Benedetti, mentre oggi questi asset valgono solo 72 milioni nel bilancio Exor. Un dato inaccettabile per qualsiasi imprenditore: quello che è in ballo però è la dissoluzione del rapporto fra la città e la famiglia Agnelli (o meglio Elkann). Un legame durato oltre un secolo, fortemente consolidatosi con Gianni Agnelli. Un cattivo presagio era stata la vendita della palazzina degli uffici centrali del Lingotto, dove l’Avvocato aveva il suo ufficio.
Pochissimi media hanno però sottolineato il legame di Theodore Kyriakou con il principe saudita, Mohammed bin Salman Al Saud. Il quale, tre anni fa, aveva investito 225 milioni euro per comprare il 30% di “Antenna Group”.Un discreto impero che ha la propria solidità finanziaria sulla holding londinese K Group, partecipata dal fondo saudita Pif con un investimento da un miliardo del Qatar.
Sempre in tema di cessioni si è consolidata quella di Italdesign al gruppo indoamericano UST. Quest’ultima, con sede in California e dotata di una fitta rete globale di società, è specializzata nel design e nell’ingegneria che hanno forti influenze dall’intelligenza artificiale. Automobili Lamborghini (di proprietà Audi) manterrà una quota di partecipazione. Un passaggio epocale per l’azienda fondata da Giorgetto Giugiaro, che apre nuove scenari globali.
Bruttissime notizie invece per il settore del trasporto pubblico, con le difficoltà del prolungamento della linea Metro 1 verso Rivoli, dovute alla crisi finanziaria della società ICI (che aveva vinto la gara nel 2019). Un incubo già vissuto con l’altro prolungamento (verso piazza Bengasi), che (con altra società) aveva portata ad un ritardo di almeno 3 anni. Le ipotesi per scongiurare questo pericolo sono tre. La prima (meno realistica) è che un’altra azienda continui i lavori, con ritardi di almeno 2 anni. La seconda prevede una nuova gara, mentre la terza (più praticabile) è il subentro di altri appaltatori che faranno l’opera allo stesso prezzo ma con attività contabilizzate a parte. Nota dolentissima anche per i convogli, con l’assessore ai trasporti del Comune di Torino che dichiara la mancanza di treni: ne servono 12 ma al momento a Roma non c’è copertura finanziaria. Forse diversi viaggi a Roma gioverebbero alla causa.