Torino è una città che quando deve esprimersi, lo fa a modo suo. Senza urla, senza piazze tracimanti — ma con un’affluenza al 63,88% che dice più di mille striscioni. Una settimana densa, tra cabine elettorali, rapporti industriali e startup che crescono a dispetto della gravità. Vediamo.
Il referendum ha parlato (e Torino ha risposto NO)
Domenica e lunedì i torinesi sono andati ai seggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia — e ci sono andati in massa. Il 63,88% di affluenza è un dato che fa impallidire il 41,4% dell’ultima consultazione del giugno 2025 e il 48,5% del referendum del 2020. Il risultato? NO al 64,76%. Che si sia d’accordo o meno, il dato politico è chiaro: quando la posta in gioco tocca l’architettura dello Stato, questa città si sveglia.
C’è vita oltre l’automotive (e qualche sorpresa amara)
Il Rapporto Industria 2026 di Unione Industriali, Camera di Commercio e Centro Einaudi ha fotografato una Torino che in dieci anni ha cambiato pelle: le imprese sopra i 5 milioni di fatturato sono passate da 1.384 a 1.892, i dipendenti cresciuti del 24%, il fatturato del 56%. La vera notizia non è l’automotive che tiene — è che i servizi, quelli che dovevano trainarci verso il futuro post-industriale, stanno soffrendo. Un paradosso che meriterebbe più attenzione di quanta ne riceva.
665 startup, ma i soldi calano del 15%
Torino conferma il suo status di secondo polo startup d’Italia: 665 tra startup e PMI innovative, +6% sull’anno precedente. Il deep tech attira il 68% dei capitali e il 40% dei team ha almeno un membro internazionale. Il punto dolente? La raccolta fondi è scesa a 100 milioni dai 118 del 2024. Crescere nella sostanza e faticare a trovare chi ci crede — se non è la metafora perfetta di Torino, ci siamo vicini.
GTT scopre il XXI secolo (finalmente)
L’AD Guido Mulè ha presentato il piano di digitalizzazione: tra maggio e giugno arriva la nuova app To Move con tracciamento in tempo reale dei mezzi, 500 nuovi display informativi alle fermate entro fine anno e — tenetevi forte — intelligenza artificiale per la manutenzione dei bus. Per chi ha passato anni a scrutare l’orizzonte di corso Francia chiedendosi se il 18 sarebbe mai arrivato, è quasi commovente. Quasi.
Da Weston a Hokusai: Torino parla per immagini
Due mostre che da sole valgono il viaggio. A CAMERA, fino al 2 giugno, 171 fotografie di Edward Weston raccontano quarant’anni di materia trasformata in forma — la prima grande retrospettiva italiana del maestro americano. Alla Galleria Elena Salamon, 180 xilografie originali di Hokusai ricordano che l’onda più famosa del mondo è nata dall’inchiostro e dal legno. Torino come crocevia di sguardi sul mondo: è il ruolo che le riesce meglio.