di Filippo Zanoni
Non sembra esserci paga per la linea 1 di Torino. Facciamo il punto. Inaugurata nel 2006 in occasione delle Olimpiadi, è stata oggetto di un primo prolungamento verso sud. La tratta iniziale infatti era quella Fermi-Lingotto: si è poi deciso – come da progetto – di allungarla fino a Piazza Bengasi. Un cantiere durato circa 6 anni e che ha messo in grave crisi le attività di via Nizza interessate ai lavori: il fallimento dell’impresa incaricata ha portato ad enormi ritardi. Ora il copione sembra ripetersi con la il prolungamento verso Rivoli: si è infatti aggravata la situazione della Ici, la società principale del gruppo di imprese che sta costruendo il prolungamento della linea 1 della metropolitana tra Fermi e Rivoli.
L’azienda non ha presentato al Tribunale di Roma il piano per accedere al concordato preventivo. Una fase che doveva seguire le procedure iniziate nell’agosto del 2025. Cosa vuole dire? Semplice: i creditori possono “aggredire” il suo patrimonio, con il rischi di fallimento sempre più alto. Finora a coprire parte delle spese per andare avanti è stata Infra.to, la società che gestisce la Metro. Le opere per le 4 fermate sono state completate all’80%. Risultato: apertura di questo tratto che potrebbe slittare dal 2027 al 2030.
Continua inoltre – parlando delle altre fermate – la ricerca dei fondi necessaria per coprire le scale delle fermate della parte ventennale: un passo in avanti che permetterebbe di abbattere i guasti delle scale mobili esposte alle intemperie. Sempre su questa linea sono arriveranno nuovi vagoni intercomunicanti. Ricordiamo inoltre che due anni fa sono stati aggiornati i sistemi di controllo di tutta la linea, cosa che comportò lo stop nel mese di agosto.
Ora passiamo alla linea 2: A partire da lunedì 9 marzo ci sono le attività preliminari al monitoraggio ambientale. Si tratta di una fase propedeutica all’esecuzione del piano di monitoraggio ambientale dell’opera che consentirà, grazie all’utilizzo di particolari strumenti (i piezometri), di controllare il livello e la qualità delle acque sotterranee. Saranno 11 i cantieri che si attiveranno in città, di limitate dimensioni.
La linea 2, nel progetto più completo con la sua configurazione a “Y” collegherà 32 stazioni attraverso un percorso complessivo di 27 km, suddiviso in tre tratte principali: una centrale di 16 km che prevede 23 stazioni, partendo da quella di Rebaudengo a quella di Anselmetti; un prolungamento sud, che da quest’ultima stazione conduce fino ad Orbassano collegando 5 stazioni attraverso un percorso di 6 km; un prolungamento nord della stessa lunghezza che con 4 fermate permette di raggiungere Pescarito/S. Mauro. Il lotto iniziale previsto però prevede 10 fermate, con quelle fino al Politecnico ancora senza finanziamento.
L’infrastruttura contribuirà a rafforzare i collegamenti tra i principali poli della città, tra cui lo stabilimento FCA di Mirafiori, i poli universitari del Campus Einaudi e del Politecnico di Torino, il centro della città e l’ospedale Giovanni Bosco. La linea 2 si integrerà al servizio di trasporto pubblico esistente grazie a tre punti di interscambio. Nella Stazione Zappata e nella stazione Rebaudengo si collegherà al Sistema Ferroviario Metropolitano mentre nella Stazione Porta Nuova, polo intermodale d’eccellenza, intercetterà la linea 1 della metropolitana. Sono inoltre previsti quattro parcheggi di interscambio con mezzi pubblici e privati che contribuiranno a migliorare l’intermodalità del sistema di trasporto presso le stazioni di Orbassano, Anselmetti, San Mauro e Rebaudengo. Per quel che concerne l’interscambio bici-metro, esso sarà perseguito localizzando in prossimità delle fermate, parcheggi bici e stazioni di bike-sharing e prevedendo anche aree riparate e sicure per la sosta lunga nelle principali fermate della linea, in modo da favorire l’utilizzo della bici da parte dei pendolari e/o dai residenti più lontani dal tracciato della metro. Obiettivo: primo treno nel 2032. Sono stati intanto scelti gli architetti per le fermate più importanti: ha vinto lo studio olandese Ben Van Berkel. Nota: ovviamente tutte le fermate saranno coperte, dagli errori si impara.
NB: testo scritto senza alcun intervento dell’intelligenza artificiale.